PRESCRIZIONE DELLA CARTELLA ESATTORIALE NOTIFICATA PER MANCATO PAGAMENTO DEL BOLLO AUTO

La notifica di una cartella esattoriale comporta notoriamente due reazioni da parte dei riceventi: l’adempimento al pagamento entro i termini concessi ovvero una richiesta di rateizzazione se il contribuente si trova in difficoltà oppure, per le più disparate ragioni, il mancato adempimento che porta con se la conseguenza di una futura procedura esecutiva ben più gravosa.

In verità, la cosa migliore da farsi prima di qualsiasi decisione è verificare nel dettaglio il contenuto della cartella esattoriale ricevuta onde accertare se la stessa è da considerarsi illegittima per intervenuta prescrizione.

Fatte queste brevi premesse, trattiamo la notifica di una cartella esattoriale per mancato pagamento del bollo auto. In tale caso è bene sapere che il diritto ad ottenere il pagamento di questa tassa da parte dell’agente della riscossione può essere esercitato nell’arco di tre anni che iniziano a decorrere dall’anno successivo a quello a cui il bollo non pagato si riferisce. In altre parole, la prescrizione matura il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui il versamento del bollo auto doveva essere effettuato. Con un esempio: se il pagamento doveva essere eseguito entro il 10 maggio 2018, la tassa automobilistica cade in prescrizione il 31 dicembre 2021.

Pertanto se il contribuente nulla riceve nel corso di questo periodo e la cartella esattoriale viene notificata successivamente, la stessa è da ritenersi illegittima per intervenuta prescrizione.

La prassi oramai consolidata con plurime pronunce giurisprudenziali, evidenzia infatti che la riscossione della tassa automobilistica è soggetta al termine di prescrizione triennale, per effetto di quanto stabilito dall’art. 5 comma 51 del D.L. n. 953/1982 (come modificato dall’art. 3 del D.L. n. 2/1986 convertito, con modificazioni, dalla L. n. 60/1986). Questa norma stabilisce, per l’appunto che “l’azione dell’Amministrazione finanziaria per il recupero delle tasse dovute dal 1° gennaio 1983 per effetto dell’iscrizione di veicoli o autoscafi nei pubblici registri e delle relative penalità si prescrive con il decorso del terzo anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il pagamento”.

Vale la pena di precisare che nello stesso termine triennale si prescrive anche il diritto del contribuente ad ottenere il rimborso delle tasse indebitamente corrisposte.

Come detto, occorre accertarsi che nulla sia stato notificato nel corso di questi tre anni in quanto nel caso in cui al contribuente prima della scadenza del triennio giunga, ad esempio, un avviso di accertamento, si determina la c.d. interruzione del termine di prescrizione con la conseguente nuova decorrenza di altri tre anni dalla data del ricevimento dell’avviso.

Per concludere: verificate tutte le su descritte circostanze e confermato che nelle more nulla ha interrotto i termini, qualora la cartella esattoriale viene notificata dopo lo spirare del termine triennale la stessa potrà essere impugnata ed annullata essendo intervenuta la prescrizione.

 

 

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